Más allá de la Emergencia

Il programma emergenza della Cooperazione Italiana in Guatemala

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Testi e Fotografie di Annalisa Vandelli
Anno di pubblicazione 2012
Edizione a cura del Ministero degli Esteri Italiano

“Esistono due tipi di città come ci sono due tipologie di uomini: quelli ordinati e quelli disordinati. A Città del Guatemala le due categorie convivono ben separate e distinte: lo sanno tutti, anche gli alberi. In zona 14 e similari luoghi “altolocati” infatti gli alberi non osano oltrepassare i confini delle aiuole, nemmeno col dito mignolo di una radice. Sanno bene che rischiano l’amputazione, dunque procedono in lunghe file precise, compiendo il dovere dell’ombra su altrettante file di auto. La loro giornata si compiace dei colori dei fiori ben abbinati da mano d’uomo: il viola, l’arancione e il giallo trionfano con la loro chiassosa dominanza sulla verticalità del verde e del marrone. In zona 1, 5, 6 e similari luoghi “basso locati”, come nel quartiere cosiddetto “La Limonada”, gli alberi si alzano invece spontanei, senza prevedere come sarà la loro giornata, un po’ scarmigliati e con le chiome annoiate. Qualcuno si ritrova una lamiera appoggiata addosso, qualcun altro si aggrappa più forte al dirupo mentre un bambino lo usa come altalena, un altro si abbevera alla fogna, un altro ancora si prende una pallonata contro la chioma di foglie. Una sinistra sensazione li accomuna: si sentono beffeggiati dal bosco disabitato dirimpetto. Le sue lunghe fronde, gli alti tronchi, le chiacchiere solidali portate dal vento, il fruscio dei rami che si sfiorano evocano un ricordo di lontana vita selvaggia, comunitaria. L’ebbrezza dell’ossigeno e lo svolazzo allegro degli uccelli rincarano la dose della malinconia e dell’invidia. Come sono sconsolati gli alberi della Limonada, quando guardano quel bosco.”


Il reportage