Scritto sull’acqua

Annalisa Vandelli e Uliano Lucas raccontano la vita in Etiopia.

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Testi di Annalisa Vandelli, Fotografie di Uliano Lucas
Anno di pubblicazione 2007
Edizioni Aire

“Liban, ricordati che quando non ci sono le nuvole, il cielo è nudo. Niente può esistere senza i suoi vestiti neri, i mantelli svolazzanti che coprono il suo intimo segreto, quello che fa fiorire la terra, le bestie e gli uomini. La pioggia è vita e la vita non è mai abbastanza.”

Un romanzo breve e un lungo reportage fotografico raccontano la vita delle popolazioni seminomadi del Borana, stato etiope segnato dalla cronica carenza idrica. Lo fanno abbandonando la formula del tradizionale report di informazione e denuncia, per tratteggiare con semplicità e delicatezza il ritratto di un mondo in cui è ancora la natura a dettare i tempi e i modi dell’esistenza. Con uno stile niveo che entra in una storia e lascia che essa parli di sé, mostrano dall’interno, con gli occhi e il sentire di chi ne è parte, il senso del tempo e della natura di queste comunità, il loro rapporto con l’esistenza e con Dio, il radicamento nella tradizione e il confronto con i primi segni della modernità, le forme della socialità, la dignità di una cultura e di una vita che continua a dispetto della disarmante precarietà dell’esistenza.
In un’epoca che vede messi in discussione funzioni e stili del classico reportage, una giovane giornalista e un fotoreporter protagonista del fotogiornalismo italiano ci invitano, con le loro scelte narrative, ad una riflessione innanzitutto interiore su un bene in Occidente ormai dato per scontato, sul rapporto fra l’uomo e il suo ambiente, sulla sua percezione della realtà, sulle scelte di vita che il nostro tempo sta compiendo.

 

Lo spettacolo teatrale