Spettacoli teatrali
Un corpo a corpo in cui il racconto diventa dialogo con il pubblico, musica, poesia, immagine ferma e in movimento.
Voi siete qui, ovunque | Abbecedario
Partendo da un Abbecedario composto per leggere il nostro spazio e il nostro tempo si attraversa magicamente l’orizzonte. Ci si spaesa, ci si ritrova, per arrivare al centro: restare umani. La musica, la parola, le storie, le voci, le fotografie, i ragionamenti… un amalgama che porta a uno spettacolo che sfugge agli schemi, che coinvolge il pubblico: struggente, ironico, sorprendente, in cui il teatro tutto dalla platea al palco torna a diventare spazio sacro.
Incantastorie
La forza della parola poetica e narrativa si accomoda su un vascello musicale, affrontando in mare aperto temi cari e caldi: a tutto tondo. Ci interessa raccontare l’essere umano, anzi l’essere umani. Ci interessa portare uno sguardo con cui osservare mondi. Ci interessa percorrere insieme un viaggio verticale, nel movimento delle nostre anime vibranti.
Mosaico delle Migrazioni
Il “Mosaico delle Migrazioni” è una performance artistica partecipativa ideata e condotta da Annalisa Vandelli, che risponde all’obiettivo di sostenere e promuovere la cultura dei diritti umani e della pace quale presupposto per il riconoscimento reciproco, il dialogo, la prevenzione dei conflitti e la non-violenza.
Per un’era d’amore, con Antonella Ruggero
Un cantico si snoda nell’incontro tra un’icona della musica italiana e una scrittrice fotoreporter.
Antonella Ruggiero attraversa lo spazio musicale che va dai suoi grandi successi pop (come “Ti sento” o “Echi d’infinito”) fino alla musica legata alla cultura religiosa occidentale, indiana, africana e tanto, tanto altro. La sua voce assoluta si intreccia alle parole e alle fotografie di Annalisa Vandelli, che per 20 anni ha portato in emersione racconti da mondi dimenticati. Insieme costruiscono un nuovo viaggio, verticale. Portano dentro e altrove, per un’era d’amore.
Onde di pace
Un Direttrice d’orchestra, una di coro e una scrittrice/fotoreporter: tre voci femminili, che diventano cinquanta e si espandono con incontenibile grazia. Così si declina la parola pace: sostantivo femminile singolare, che si realizza nel plurale.
Magnitudo Emilia, dieci anni dopo
A dieci anni dal sisma che ha sconvolto l’Emilia, proponiamo una rivisitazione dello spettacolo teatrale messo in scena nel maggio 2014, tratto dal libro Magnitudo Emilia di Annalisa Vandelli e Luigi Ottani.
Un cuore in fiamme a zero gradi
Opera per voce narrante e orchestra.
Michela Tintoni ha messo insieme Annalisa Vandelli e Paolo Molinari nell’impresa di scrivere quest’Opera. Abbiamo lavorato via internet sotto il suo costante coordinamento. Ci siamo conosciuti, emozionati, abbiamo dibattuto e lentamente siamo cresciuti insieme, fino ad incontrarci qui, al Castello, pochi giorni fa.
Rita Costi intanto preparava con forza le basi per mettere a terra le nostre ali ed Egidio Rosi a rinforzare.
Un etto di anima netto
Il più grande interprete spiritual blues di tutti i tempi, Blind Willie Johnson, cantava “Qualcuno mi sa dire che cos’è l’anima di un uomo?”.
Partendo da questa domanda si sviluppano riflessioni, racconti e note.
E se quel guerriero avesse le vostre corde?
Questa è la domanda da cui si comincia, perché ciascuno ha le corde giuste per rispondere o da usare per testimoniare e raccontare la ricerca della pace. Ciascuno di noi può mettersi al posto di un altro guerriero nella propria realtà e nel proprio viaggio. Il LiberTrio userà le corde di un violino, di un pianoforte e di una viola.
Magnitudo Emilia
Lo spettacolo “Magnitudo Emilia” è dedicato all’Italia bella, che abbiamo visto in azione nei giorni dell’emergenza e anche dopo, ai volontari che da ogni dove sono accorsi con gratuità e impegno, a chi non può e non vuole dimenticare ciò che è successo e ancora lotta per ciò che sarà.
Scritto sull’acqua
Voci sensibili raccontano la vita della savana in Etiopia, dove l’acqua è il filo conduttore dell’esistenza. Le storie si intrecciano toccando diversi temi e sfiorando percorsi interiori comuni all’occidente. Ne esce un impasto di suoni, gesti e simboli che accompagnano lo spettatore in un altro orizzonte, in un’altra realtà.
La voce di Ivana Monti, il gesto coreutico di Tery Weikel e le percussioni di Anna Palumbo sono il mezzo straordinario di questo viaggio di scoperta.
