Acqua in bocca

STORIA DI FRATEL PEPPINO ARGESE
Il silenzioso che raccoglieva le lacrime della foresta

 

Testi di Annalisa Vandelli
Anno di pubblicazione 2022 – Edizioni Missioni Consolata

La grandezza di Fratel Giuseppe Argese emerge in questo libro dalle poche parole che lui usava pronunciare. Mukiri, che nella lingua Kimeru significa il silenzioso è un uomo in contemplazione del creato e inserito nella storia del proprio tempo che fa da sfondo alle vicende umane in un intreccio complesso e affascinante.

Fratel Peppino di Martina Franca si spende in Kenya per tantissime opere ma soprattutto per l’impresa iniziata da P. Soldati: un centro per bambini poliomielitici a Tuuru, in gravi difficoltà per mancanza di acqua. La soluzione era nascosta dalla gigantesca catena dello Nyambene, coperta da una foresta vergine. Per la gente locale la selva era impenetrabile e nessuno poteva infrangere il suo mistero. Tale ostacolo viene superato da Argese attraverso una serie di incontri con gli anziani. Dopo l’esplorazione, egli decide di stabilirsi a Mukululu. Qui costruisce la sua abitazione “lo chalet dell’orso”. A lui tocca interpretare il cielo, i venti e il loro rapporto con l’orografia per comprendere la foresta ed equipaggiare la sua baita con quanto necessario per la realizzazione del suo progetto.
Mukiri scopre che nella foresta dello Nyambene l’acqua trova spazio tra le radici degli alberi e questo gli suscita una illuminante intuizione: i pozzi orizzontali. Fa scavare dei tunnel in leggera pendenza. Le loro pareti trasudano gocce d’acqua, che vengono raccolte in rigagnoli che terminano in un invaso da cui poi avrà origine il vero acquedotto. Nell’esecuzione del progetto Mukiri rifiuta ogni mezzo che possa deturpare l’ambiente ed è determinato a impiegare mano d’opera locale con lo scopo di innalzare il tenore della loro vita. Egli si prefigge di dare lavoro, di formare muratori e carpentieri, falegnami e scalpellini, idraulici e tubisti. La realizzazione deve essere l’orgoglio dei suoi operai. L’acquedotto è per la gente del luogo ed essa ne deve diventare il gestore. A tale scopo Mukiri seleziona alcune persone e pone a capo del comitato una donna (in quegli anni e in quel luogo!).

Accanto al poderoso progetto dell’acquedotto, Fratel Pappino, ha cura anche della casa di preghiera: la chiesa di Mukululu, che il vescovo di Meru eleva alla dignità di Santuario della Diocesi, dedicato alla Consolata. Nel 1995 si celebrano i duecento chilometri di tubazione posta in essere.

La fama di una sì grande opera si diffonde rapidamente e a vario titolo giungono importanti riconoscimenti ufficiali. Anche Alberto Angela vi organizza una puntata del suo programma Quark.